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Mar, 4 Ottobre 2022

Skeleton: Olimpiadi 2026

Cortina d’Ampezzo, la perla delle Dolomiti, insieme ad altri luoghi, ospiterà le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Lo scenario di questo magnifico luogo è stato protagonista lungo i secoli e la sua storia aleggia nel tempo. Dagli avvicendamenti romani alle popolazioni barbare, dai conflitti mondiali che segnarono quei territori alla destinazione turistica che assunse dopo la metà del 1800, approdando infine allo sport e alle molteplici discipline outdoor.

Insomma: Cortina d’Ampezzo non poteva che essere la cornice ideale per i giochi olimpici. Le gare di Skeleton Olimpiadi 2026, così come quelle relative al bob e allo slittino, saranno disputate allo Sliding Centre.

L’impianto storico, già in funzione dal 1956 al 2010 e protagonista di numerosi campionati mondiali, è intitolato alla leggenda del bob italiano: Eugenio Monti, detto “Rosso Volante”. Attraverso un importante progetto di ristrutturazione, verrà ampliata la capienza del complesso che potrà accogliere 5500 posti.

L’articolo che segue vi svelerà la storia dello Skeleton, partendo dalle origini e da chi rese possibile questa disciplina, i tipi di gara e i luoghi dove si gareggia.

Storia

Lo Skeleton è una disciplina sportiva invernale e individuale. Il termine deriva dall’inglese e significa “scheletro” perché la struttura della slitta, un semplice telaio di metallo munito di pattini, richiama lo scheletro umano. Tale disciplina è considerata uno tra gli sport di discesa più importanti.

Lo Skeleton è originario di Saint Moritz, ridente località svizzera che vide gli albori di quella che fu definita la discesa più prestigiosa dell’alta Engadina: la Cresta Run. La pista di ghiaccio naturale, lunga 1214 metri e che collega Saint Moritz e Celerina, fu costruita nel gennaio del 1885 da un gruppo di britannici appassionati.

La disciplina sportiva dello Skeleton si diffuse nella località di villeggiatura come diversivo per classi benestanti. Lo scrittore inglese E.F. Benson affermò: “Ci sono solo una Mecca, un San Pietro e… una Cresta”.

Il primo a utilizzare la tecnica “Testa in avanti” fu l’inglese McCormack. Nel 1890, i partecipanti alla competizione Gran National ricorrendo a questa particolare modalità, decretarono la nascita dello Skeleton.

Lo Skeleton era permesso ad ambi i sessi, ma quando il percorso venne definito pericoloso per le donne, queste poterono correre, al pari degli uomini, solo fino al 1920.

La disciplina dello Skeleton fu introdotta sia nell’edizione dei giochi invernali del 1928, dove vinse l’americano J. Heaton, che in quella del 1948 la cui medaglia d’oro spettò a un italiano: Nino Bibbia.

Successivamente, a causa dell’alta pericolosità, la disciplina fu sospesa per cinquant’anni. Rimase all’ombra dello slittino fino agli anni Settanta, quando venne introdotta nella Federazione Internazionale di Bob e Tobogganing. Riprese vita solo nel 2002 durante il programma delle Olimpiadi tenutesi a Salt Lake City, sia per le gare maschili che femminili.

Le competizioni più importanti inerenti allo Skeleton, oltre alle Olimpiadi, sono: la Coppa del Mondo che si disputa dagli inizi di dicembre fino ai primi di febbraio e i Campionati Mondiali.

La prima edizione maschile della Coppa del Mondo si svolse nel 1987, mentre quella femminile nel 1997. Il primo campionato mondiale, invece, si tenne nel 1981 e fu riservato solo agli uomini.

Seppure gli Stati Uniti abbiano raggiunto il podio più volte, la Gran Bretagna è la sola nazione ad aver vinto una medaglia a ogni gara olimpica. Il successo nello Skeleton va all’atleta Elizabeth Yarnold, grazie alle due medaglie d’oro conseguite.

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Tipi di gara per le olimpiadi 2026

Durante le Skeleton Olimpiadi 2026, gli atleti avranno a disposizione due discese e la classifica finale sarà determinata dalla somma complessiva dei tempi. Si disputeranno sia le gare relative ad ambo i sessi, singolo maschile e singolo femminile, in quattro manches, che quelle dedicate agli atleti junior.

Nelle competizioni di Skeleton Olimpiadi 2026, gli atleti gareggeranno sulla medesima pista e ogni pilota, in due giorni, effettuerà quattro manches con ordini di partenza diversi. Ognuna di queste sarà cronometrata al centesimo di secondo e verranno sommati i tempi di tutte e quattro le manches. La vittoria è attribuita all’atleta che riuscirà a realizzare il minor tempo totale.

Le gare ufficiali dello Skeleton avvengono prevalentemente su piste artificiali, lunghe almeno 1200 metri e caratterizzate da una pendenza massima del 12%.

Lo Skeleton si differenzia dallo slittino per la posizione assunta durante la discesa. In effetti, dopo la fase iniziale di corsa, il corridore si colloca sulla slitta in modalità prona anziché supina, reggendo specifiche maniglie e guidando il proprio strumento tramite la forza di spinta. È sufficiente una contrazione muscolare per determinare la direzione.

Tale disposizione – testa a valle, piedi a monte e braccia distese lungo il corpo – permette di correggere facilmente la traiettoria. La velocità di discesa è elevata: 130-140 km/h.

La slitta è composta da un’intelaiatura in acciaio e munita di una imbottitura morbida e leggera sopra la quale si poggia l’atleta. La lunghezza della tavola va dagli 80 ai 120 centimetri, mentre l’altezza è compresa tra gli 8 e i 20 centimetri. Il peso dello Skeleton per gli uomini è limitato entro i 43 chilogrammi, 29 per le donne.

La divisa dello sportivo è composta da tuta, scarpe e casco. Quest’ultimo ha caratteristiche particolari: è integrale, leggero e possiede una specifica aerodinamica. Onde evitare che il ghiaccio si rompa, le calzature possono avere 8 chiodi al massimo e non superare i 7 mm di lunghezza.

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Olimpiadi 2026: dove si gareggia?

I giochi Olimpici Milano Cortina 2026 che si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026, avranno quattro aree di riferimento: Milano, Cortina d’Ampezzo (Veneto), la Val di Fiemme
(Trentino) e la Valtellina. Nello specifico, saranno coinvolti: Assago (Mi), Balsega di Piné, Predazzo e Tesero (Tn), Bormio e Livigno (So) e Rasun-Anterselva (Bz).

Milano, che inaugurerà le Olimpiadi invernali 2026 a San Siro, ospiterà il torneo maschile di Hockey al Palasharp di Lampugnano e le finali al Palaitalia Santa Giulia, mentre il pattinaggio di figura e lo short track avverranno al Mediolanum Forum.

La Valtellina accoglierà le gare di sci alpino maschile a Bormio sulla pista Stelvio e le competizioni di snowboard e freestyle a Livigno nelle aree Mottolino, Sitas-Tagliede
e Carosello 3000.

Cortina farà da cornice a diverse competizioni: lo sci alpino femminile – gare ed evento a squadre – verrà disputato a le Tofane, il massiccio più maestoso delle dolomiti. Mentre le gare di bob, slittino e skeleton si svolgeranno allo Sliding Centre Eugenio Monti sulla pista storica. E ancora, le competizioni di curling animeranno lo stadio Olimpico del ghiaccio.

Il Trentino Alto Adige, dal canto suo, sarà coinvolto nelle competizioni di pattinaggio di velocità a Balsega di Piné, nello sci di fondo a Tesero, nel salto con gli sci e combinata nordica a Predazzo e nel biathlon ad Anterselva (nel sud Tirolo). La chiusura dei giochi olimpici, infine, culminerà in una cerimonia all’Arena di Verona.

Lo Skeleton, oltre a essere una disciplina sportiva, è da sempre considerato una vera e propria prova di coraggio. Partecipare a questo evento non richiama solo un’enorme passione per lo sport, ma la capacità di sfidare sé stessi.

Le parole del vescovo della Pennsylvania, Ethelbert Talbot, divenute il
credo del movimento olimpico, lo confermano: “La cosa essenziale non è aver vinto, ma aver combattuto bene”. Assistere a questa gara sportiva acquista più valore. Un arrivederci, dunque, alle Skeleton Olimpiadi 2026.

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Simona Guarino
La scrittura è la mia terapia di vita: creo contenuti narrativi, educativi sia per bambini che ragazzi e realizzo articoli, anche in ottica SEO, per il blog. Sono sensibile ai temi inclusivi e collaboro affinché la cultura possa essere accessibile a tutti. Sono una volontaria traduttrice di libri Inbook. Amo la mia famiglia, la mia micina, la poesia, l'arte, la storia e l'anguria. Respiro attraverso le parole e vorrei aiutare altri a ritrovare se stessi con la scrittura e la poesia.

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