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Mar, 4 Ottobre 2022

Salto con gli sci: Olimpiadi 2026

Il salto con gli sci è una delle discipline delle olimpiadi 2026. Si tratta di uno sport difficile, che richiede agli atleti qualità come la forza fisica e muscolare e l’equilibrio, ma è anche uno sport spettacolare, perché i salti con i quali gli sciatori concludono la prova possono essere meravigliosi e indimenticabili.

La particolarità di questo sport, infatti, è la lotta che gli atleti ingaggiano con la forza di gravità e la resistenza dell’aria, per atterrare il più lontano possibile una volta spiccato il salto.

In pratica, gli atleti con gli sci ai piedi scivolano lungo una rampa, nella quale possono raggiungere anche i 100 chilometri orari, che li accompagna al limite di un trampolino, dal quale fanno partire un salto che dura circa 5 o 7 secondi e cercano di atterrare sulla neve il più lontano possibile da dove hanno saltato.

Le caratteristiche principali di questa disciplina sono la velocità, la distanza di volo e le tecniche usate dagli atleti.

Il salto con gli sci è costituito da 4 momenti essenziali:

  1. la discesa;
  2. lo stacco;
  3. la planata;
  4. l’atterraggio.

Gli atleti partono seduti su un appoggio che è agganciato al trampolino, nella parte alta.

Nella planata, gli atleti uniscono le code degli sci fino a formare una V e inclinano il corpo in avanti di circa 45 gradi, portano le braccia indietro, mantenendole lungo i fianchi e con i palmi rivolti verso l’alto.

Il primo atleta a tenere le braccia all’indietro è stato l’atleta svizzero Andreas Daescher negli anni ’50 del Novecento, perché si rese conto che questa posizione gli permetteva di raggiungere una posizione più aerodinamica.

Infine, l’atterraggio deve avvenire in posizione telemark o a tallone libero per almeno 15 metri: gli atleti devono atterrare con le ginocchia piegate, tecnica utile per regalare fluidità ed eleganza al movimento di atterraggio.

Storia

La storia del salto con gli sci nasce in Norvegia, a Morgedal, un villaggio della regione del Telemark, nel 1866. Qui, il falegname Sondre Norheim praticò il primo vero salto con gli sci, un salto di 30 metri da una roccia senza l’aiuto dei bastoncini. Il suo salto è rimasto record insuperato per più di 30 anni.

Il più antico trampolino per saltare con gli sci è a Holmenkollen, la collina più a nord di Oslo, dove già alla fine dell’800 questa disciplina richiamava migliaia di persone per ammirare i salti acrobatici degli atleti. Furono gli emigranti a esportare il salto con gli sci dalla Norvegia alla Germania e poi al Canada.

Dal 1924, quando si svolsero le prime olimpiadi invernali di Chamonix, il salto con gli sci è diventato disciplina olimpica, ma solo maschile, dal trampolino di 70 metri. Per le donne, si è dovuto aspettare il 2014.

Negli anni, il salto con gli sci si è evoluto: già negli anni ’50 del Novecento c’erano impianti con rampe lunghe fino a 135 metri, con trampolini di 70 metri. Ma nel 1964 si arrivò a saltare da trampolini di ben 90 metri di altezza.

A Planica, in Slovenia, si trova il più grande trampolino del mondo: qui sono stati ottenuti tutti i primati maschili del mondo dal 1985 in poi.

Negli anni ’80 dello scorso secolo cambiarono le tecniche di volo, passando dal volo a sci paralleli al volo con gli sci a V.

L’atleta che per primo usò questa nuova tecnica di volo fu lo svedese Jan Boklov: con questo nuovo metodo, Boklov guadagnò il 30% circa in velocità e distanza, anche se i giurati dichiararono il salto non conforme.

Oggi, comunque, tutti gli atleti usano questa tecnica.

Tra il 1979 e il 1980 la FIS (Federazione Italiana Sci) ha istituito la coppa del mondo: chi vince ottiene una sfera di cristallo posta su un piedistallo.

Si tratta del trofeo consegnato anche agli altri vincitori delle discipline in gara per la coppa del mondo di sci alpino, combinata nordica e sci di fondo.

Dalla stagione 2011/2012 è nata anche la gara per la coppa del mondo di salto con gli sci femminile, diventata disciplina olimpica femminile nel 2014.

Tipi di gara per le olimpiadi 2026

Il salto con gli sci include 5 tipi di gara per le olimpiadi 2026.

  1. La prova maschile e quella femminile per il trampolino normale.
  2. Due prove individuali maschili e a squadre per il trampolino lungo.
  3. La prova a squadre miste.

Nelle prove individuali ciascun atleta effettua 2 salti.

Nella prova a squadre, invece, partecipano 4 atleti per nazione, ma solo delle 8 migliori squadre individuate con i punteggi dopo il primo salto.

La qualità della prova degli atleti, valutata con un punteggio da 1 a 20, è stabilita attraverso due fattori:

– la lunghezza del salto effettuato

– lo stile dell’esecuzione, cioè la stabilità degli sci mentre si salta, il bilanciamento, la posizione del corpo e l’atterraggio.

Le prove di salto con gli sci sono di due tipi:

– K90

– K120.

Le sigle K90 e K120 dividono i trampolini secondo la distanza in metri tra la parte finale del trampolino e il punto di atterraggio, che è segnalato da una linea. Di norma, questa si trova a 185 metri.

Se l’atleta atterra sulla linea gli sono assegnati 60 punti: per ogni metro in più o in meno vengono aggiunti o sottratti 1,8 punti.

Olimpiadi 2026: dove si gareggia?

Per le olimpiadi 2026 la sede del salto con gli sci in Italia è Predazzo, in Val di Fiemme.

Qui c’è lo stadio del salto, il Predazzo Ski Jumping Stadium, costruito tra il 1989 e il 1991.

Si tratta di un impianto permanente considerato tra i migliori al mondo, che ha ospitato molti eventi internazionali e nazionali a partire dalle gare di Coppa del Mondo del 1990.

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Mariangela Campohttps://www.mariangelacampo.it
Sono giornalista e blogger. Scrivo per News48.it, la prima testata italiana di giornalismo costruttivo. Ho fondato Giornalismo a scuola, un laboratorio di scrittura e comunicazione emotiva per gli studenti. Scrivo di giovani, scuola e gender gap, di innovazione digitale e nuove tecnologie, di social network. Mi occupo anche di content marketing e copywriting. Appassionata di social media, mi sto specializzando in social media management. Scrivo per vocazione, sono convinta che qualunque nostra scrittura dica a chi legge “Io credo che la vita sia così”. Sono spontanea, curiosa e idealista e credo nelle connessioni emotive. Sono sempre alla ricerca di significati profondi.

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