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Mar, 4 Ottobre 2022

Sport olimpiadi invernali 2026: tutte le discipline

Le Olimpiadi invernali 2026 si svolgeranno in Italia dal 6 al 22 febbraio. Si tratta della quarta edizione dei giochi olimpici nel nostro paese.

L’Italia si è aggiudicata l’organizzazione dei giochi con la candidatura di Milano e Cortina. In realtà, sono ben undici i comuni del nord-est Italia coinvolti in questo grande evento sportivo. E, le regioni interessate sono: Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige.

Di seguito l’elenco completo di tutte le discipline ammesse dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) alle Olimpiadi invernali 2026:

  1. Biathlon
  2. Bob
  3. Combinata nordica
  4. Curling
  5. Freestyle
  6. Hockey sul ghiaccio
  7. Pattinaggio di figura
  8. Pattinaggio di velocità
  9. Short track
  10. Salto con gli sci
  11. Sci alpino
  12. Sci di fondo
  13. Sci alpinismo
  14. Skeleton
  15. Slittino
  16. Snowboard

In questo articolo, conosceremo nel dettaglio ciascuna di queste discipline e individueremo le località italiane e le strutture dove si svolgeranno le gare.

Biathlon

Il biathlon è uno sport invernale che unisce la tecnica libera dello sci di fondo al tiro al bersaglio.

Il biathlon nasce nel nord Europa come “tecnica di sopravvivenza”. Gli abitanti, infatti, si muovevano tra le foreste innevate con assi di legno legate ai piedi e armi a tracolla da usare per la caccia o in battaglia.

Inizialmente il biathlon si sviluppò nelle accademie militari e nel 1924 ci fu la prima presentazione dimostrativa ai Giochi di Chamonix. Il biathlon maschile fu, infine, ammesso ai Giochi del 1960 a Squaw Valley negli Stati Uniti. Mentre, il biathlon femminile entrò per la prima volta nel programma Olimpico nel 1992 ad Albertville.

Sono cinque i tipi di gara di biathlon, maschile e femminile:

  1. Individuale: nel percorso gli atleti hanno quattro soste al poligono per colpire cinque bersagli con altrettanti proiettili.
  2. Sprint: le soste sono due e gli atleti devono centrare cinque bersagli con cinque proiettili.
  3. Inseguimento: gli atleti partono in successione secondo il tempo ottenuto nello sprint. In questa gara gli stop al poligono sono quattro.
  4. Staffetta a squadre: i primi sciatori di ogni squadra partono contemporaneamente. Ogni atleta ha a disposizione due serie di tiri per colpire cinque bersagli in ciascuna serie.
  5. Partenza di massa: è la specialità ammessa alle Olimpiadi 2006. Gli atleti partono insieme e si fermano quattro volte per colpire cinque bersagli con altrettanti proiettili.

Per ogni bersaglio fallito nell’individuale, si aggiunge un minuto di penalità al tempo totale. Mentre per tutte le altre specialità, la penalità consiste nel percorrere un giro supplementare del circuito.

Le gare di biathlon troveranno il loro palcoscenico ideale all’Arena Alto Adige di Anterselva (BZ), considerata uno dei “templi mondiali del biathlon”. L’impianto ospita da anni la Coppa del Mondo e i Campionati Mondiali. Assisteremo alla prima gara olimpica di biathlon l’8 febbraio 2026.

Bob

Il bob è uno sport invernale a squadre, in cui l’equipaggio guida un mezzo aerodinamico lungo una pista ghiacciata.

La storia fa risalire il bob all’antica slitta in legno. Dalla sua evoluzione nasce poi il toboggan, con cui nel XIX secolo gli appassionati correvano a Davos, la prima pista naturale, sulle Alpi svizzere.

Successivamente, il desiderio di discese più veloci e di una guida più sicura portò al bob-sleigh, un mezzo dotato di un sistema di sterzo. La guida in posizione seduta sostituiva quella “ventre a terra” praticata a Davos.

La prima pista artificiale risale al 1903. Per la prima volta, il percorso era realizzato lontano dalle strade cittadine, con rettilinei e ripari di ghiaccio lungo le curve.

Nel corso degli anni, il bob ha raggiunto elevati standard di qualità. Oggi, infatti, le gare si svolgono su piste di ghiaccio artificiali molto curate. Gli atleti, sempre più preparati, guidano mezzi sofisticati e capaci di raggiungere altissime velocità.

Vediamo ora i tipi di gara per le Olimpiadi 2026:

  • bob a due, pilota e frenatore;
  • bob a quattro, con altri due atleti “interni” per la spinta.

In entrambe le specialità, una spinta iniziale potente è fondamentale per garantire la massima velocità del bob nel successivo tratto inclinato della pista.

Nella prima manche le squadre partono secondo il loro posizionamento nella classifica mondiale. Questo perché scendere per primi sulla pista fresca costituisce un grande vantaggio. Per le gare successive, invece, vale il punteggio ottenuto dalle squadre nelle manche precedenti.

Alle Olimpiadi 2026, sarà Cortina d’Ampezzo a ospitare le gare di bob al Cortina Sliding Center. Il progetto di ristrutturazione previsto ha lo scopo di rendere idonea la pista Eugenio Monti per le gare di bob, slittino e skeleton.

Combinata nordica

La combinata nordica è uno sport invernale che unisce il salto con gli sci allo sci di fondo.

La combinata nordica nasce in Norvegia. Il termine “sci” deriva proprio dal norvegese antico “skid” che indicava un lungo pezzo di legno “ricoperto di pelle”. Nei paesi nordici, gli abitanti usavano, infatti, questi sci rudimentali legati ai piedi per muoversi nelle foreste innevate, raccogliere la legna e andare a caccia.

La prima gara di combinata nordica si ebbe nel 1892 sulla collina di HolmenKollen, vicino Oslo, in occasione del primo Ski Festival, organizzato ogni anno ancora oggi. E fa il suo ingresso come sport olimpico ai Giochi invernali sin dalla prima edizione del 1924 a Chamonix.

Da sempre considerato uno sport prettamente maschile, il CIO deciderà la prossima primavera dopo le Olimpiadi di Pechino, se includere le competizioni di combinata nordica femminile nel programma delle Olimpiadi invernali 2026.

Vediamo ora i quattro tipi di gara nella combinata nordica:

  1. Individuale Gundersen con esecuzione di due salti dal trampolino e un percorso di 10 km di fondo.
  2. Sprint: gli atleti eseguono un solo salto dal trampolino e percorrono 7,5 km di fondo.
  3. Partenza in linea: gli atleti, tutti insieme, iniziano con la prova di fondo e, a seguire, procedono con la gara di salto dal trampolino.
  4. Gara a squadre (quattro atleti per ciascuna nazione): ogni atleta esegue due salti dal trampolino e il punteggio totale ottenuto dalla squadra stabilisce l’ordine di partenza per la staffetta 4×5 km di fondo.

Per le Olimpiadi 2026 le gare di combinata nordica si disputeranno allo Stadio Ski Jumping Giuseppe Dal Ben a Predazzo (TN). Siamo nella incantevole Val di Fiemme, una delle principali valli dolomitiche. L’impianto si estende su una superficie di 3.000 metri quadrati e vanta una capienza di 15.000 posti.

Curling

Il curling è uno sport di squadra in cui la strategia e la tattica sono fondamentali. Si gioca su una pista di ghiaccio rettangolare e gli attrezzi utilizzati sono una pietra di granito levigata, detta stone, e una scopa da curling.

L’invenzione del curling sembra risalire al medioevo, in Scozia. A testimonianza, esistono degli scritti su gare con pietre di ghiaccio e dipinti che raffigurano contadini olandesi praticare questo gioco. Al tempo, infatti, Scozia e Paesi Bassi erano legati da relazioni commerciali e culturali.

Nel curling, sport olimpico dal 1924 a Chamonix, due squadre di quattro giocatori ciascuna si avvicendano nel lancio della stone in direzione della home, o casa. La stone pesa 19,96 kg, inclusa la maniglia che consente l’impugnatura e la rotazione durante il rilascio.

Dopo il lancio con effetto curl, la pietra viene accompagnata verso la casa con l’azione di sweeping, cioè lo sfregamento delle scope sul ghiaccio. La patina di acqua che si crea consente di aumentare la velocità e di modificare la traiettoria della stone.

Un po’ come il gioco delle bocce, la tattica del curling può richiedere tiri di precisione per realizzare punti o tiri di potenza per allontanare la stone avversaria.

La gara comprende dieci mani, dette end. I punti sono calcolati in base al numero di stone più vicine al bottom, ossia il centro della casa. Vince, quindi, la squadra che ha totalizzato il maggior numero di punti. In caso di parità, si gioca una ulteriore mano per decretare la squadra vincitrice.

Per le Olimpiadi 2026, le gare di curling si svolgeranno allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo (BL), una struttura storica. Costruita, infatti, in occasione dei Giochi olimpici invernali del 1956, nel corso degli anni è stata rinnovata per ospitare i campionati di tante attività agonistiche invernali.

Freestyle skiing

Il freestyle trae le sue origini dallo sci alpino a cui sono stati aggiunti salti e ostacoli lungo la pista e l’esecuzione di acrobazie aeree molto spettacolari. Per questo il freestyle è anche conosciuto come sci acrobatico.

Nasce in Norvegia intorno al 1930, ma è negli anni ’60 che il freestyle raggiunge la sua massima popolarità, negli Stati Uniti, come sport agonistico.

Al principio le regole del freestyle erano minime risultando così molto pericoloso. Nel 1979, la FIS lo riconosce come sport e detta norme specifiche sulle tecniche di salto, e abolisce dalle gare elementi acrobatici troppo rischiosi.

Nel 1988 a Calgary, il freestyle entra nel programma olimpico come semplice sport dimostrativo. Mentre, nel 1992 ad Albertville, la specialità gobbe diviene finalmente una disciplina olimpica. Le altre specialità saranno ammesse negli anni successivi.

Vediamo nel dettaglio i tipi di gara del freestyle per le Olimpiadi 2026. Gli atleti sono giudicati sulla tecnica e lo stile.

  • Moguls (gobbe): gli sciatori scendono lungo una pista con una fitta serie di gobbe ed eseguono salti acrobatici da appositi trampolini.
  • Aerials: gli atleti compiono due salti con acrobazie aeree.
  • Ski Cross: quattro sciatori gareggiano insieme scendendo lungo una pista tortuosa che presenta salti, dossi e curve paraboliche.
  • Slopestyle: gli atleti scendono lungo una pista con salti e vari ostacoli come tubi, cilindri, ringhiere, panche e tavoli, sui quali compiono figure ed evoluzioni aeree.
  • Big Air: gli atleti scendono da un pendio provvisto di una rampa da cui eseguono un lungo salto con diverse evoluzioni aeree.

Per le Olimpiadi 2026 le gare di freestyle si svolgeranno nel comprensorio sciistico di Livigno, nell’Alta Valtellina (MI), famoso per i suoi 120 km di pista.

Hockey su ghiaccio

L’hockey su ghiaccio è uno sport invernale a squadre.

Nasce in Canada e la prima partita risale al 1875 a Montreal tra due squadre universitarie. Al tempo si usava un disco in legno. Nel 1880 diviene sport nazionale in Canada e inizia a diffondersi negli Stati Uniti e successivamente in Europa.

Nel 1924 l’hockey maschile a sei rientra nei Giochi invernali di Chamonix. Per il debutto dell’hockey femminile si deve attendere il 1998.

Nelle gare di hockey si sffrontano due squadre di sei giocatori ciascuna: cinque giocatori in movimento più il portiere. I pattinatori usano un bastone con la parte terminale ricurva per dirigere il puck (disco) nella porta della squadra rivale.

La durata degli incontri è di sessanta minuti effettivi di gioco. I tre periodi da venti minuti sono intervallati da quindici minuti di pausa.

Si tratta di uno sport con azioni veloci e in cui si verificano scontri fisici piuttosto violenti. Per questo motivo è previsto un equipaggiamento protettivo obbligatorio per i giocatori che, quindi, si dotano di casco, armatura per la protezione di spalle e braccia, parastinchi, guanti grandi e imbottiti.

Il portiere indossa una maschera con apposita griglia e imbottiture per le gambe. Un guanto speciale è indispensabile per la presa del puck che può raggiungere anche i 150 km/h.

Infine, i pattini sono dotati di una lama più corta rispetto a quelli che utilizzano gli atleti nel pattinaggio di velocità e di figura. Questo per garantire un rapido cambio di direzione.

Alle Olimpiadi 2026, la gara inaugurale di hockey si svolgerà al Pala Sharp di Milano, un palazzetto dello sport con una capienza massima di circa 10.000 spettatori. Qui si terrà anche la prima gara di Para Ice Hockey.

Il torneo maschile e tutte le finali si terranno al Palaitalia di Santa Giulia, dove sorgerà una nuova area polifunzionale con una capienza di 15.000 spettatori.

Pattinaggio di figura

Il pattinaggio di figura è tra le discipline sportive invernali più spettacolari.

Le sue origini, come semplice mezzo di trasporto, risalgono intorno al 3000 a.C, nei paesi scandinavi e nel nord-est Europa. Nel XIX secolo, in Inghilterra, si diffondono i passi base del pattinaggio, detto “figure skating” per le figure che la lama incideva sulla pista ghiacciata.

L’introduzione dei pattini con lame in acciaio, nel 1850 ad opera di Edward Bushnell, consente ai pattinatori di eseguire movimenti più complessi. Mentre, il maestro di danza americano, Jackson Haines, ne contamina i passi aprendo le porte al pattinaggio moderno.

Oggi, gli atleti indossano modelli di pattini specifici, secondo la specialità di pattinaggio, e compiono evoluzioni strepitose e gesti atletici di grande spettacolarità come ad esempio piroette, trottole, spirali, sollevamenti e salti lanciati.

Per le Olimpiadi 2026, i tipi di gara per il pattinaggio di figura sono:

  • individuale maschile e femminile;
  • pattinaggio a coppie;
  • danza (solo in coppia).

Nel pattinaggio individuale, l’atleta esegue da solo in pista figure come salti, sequenze di passi, spirali e piroette. Mentre, per le gare in coppia, il programma comprende figure non praticabili nell’individuale come prese, sollevamenti e salti lanciati.

Entrambe le specialità prevedono un programma corto e uno libero. Gli atleti, che nel programma corto si distinguono tra i primi ventiquattro, passano al programma libero e si esibiscono secondo l’ordine di classifica.

La danza sul ghiaccio è considerata la specialità “meno acrobatica” perchè non prevede salti o sollevamenti. La donna non può, infatti, trovarsi oltre la linea delle spalle dell’uomo.

Anche per la danza, le gare si svolgono secondo un programma corto con elementi obbligatori da eseguire e uno libero in cui dare prova di senso del ritmo e interpretazione.

Le gare di pattinaggio di figura si svolgeranno al Mediolanum Forum di Assago, nel complesso Milanofiori, a sole sette fermate di autobus da Milano.

Pattinaggio di velocità

Il pattinaggio di velocità su ghiaccio è uno sport invernale molto simile allo short track e al pattinaggio di velocità in linea. Su piste ghiacciate, i concorrenti devono portare a termine il percorso nel minor tempo possibile.

Troviamo le origini del pattinaggio nei Paesi Bassi, dove gli abitanti sin dal 13° secolo si spostavano tra i canali ghiacciati pattinando da un villaggio all’altro.

La prima gara di pattinaggio di velocità ai Giochi Olimpici Invernali è nel 1924 a Chamonix. Successivamente ai Giochi di Squaw Valley del 1960, il progrmma olimpico accoglie anche il pattinaggio di velocità femminile. E, nel 2006, le Olimpiadi di Torino includono le gare di inseguimento a squadre.

Rivoluzionaria nel pattinaggio di velocità, l’introduzione negli anni ’90 del clap skate, un particolare modello di pattini la cui aderenza al ghiaccio favorisce una diminuzione dei tempi sul giro, in termini di secondi.

L’equipaggiamento per i concorrenti prevede, oltre i pattini, anche una tuta aderente con cappuccio che riduce la resistenza aerodinamica.

Il pattinaggio di velocità si pratica su ovali, piste molto spesso di ghiaccio artificiale, al coperto e all’aperto. Secondo le linee guida dell’International Skating Union, una pista regolamentare deve misurare 400 metri di lunghezza.

Le gare individuali ufficiali si percorrono:

  • su distanze di 500m, 1.000m, 1.500m, 5.000m e 10.000m per gli uomini
  • e su 500m, 1.000m, 1.500m, 3.000m e 5.000m per le donne

La somma dei tempi ottenuti decide la classifica finale,

La gara a inseguimento a squadre, da tre pattinatori ciascuna, sia maschile sia femminile, prevede due fasi: la prima con una qualificazione a tempo, la seconda a eliminazione diretta.

Lo Stadio del Ghiaccio di Baselga di Pinè ospiterà le competizioni di pattinaggio di velocità per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Si trova nell’Altopiano di Pinè, a soli 18 km da Trento. La struttura comprende un palazzetto con una capienza di 5.000 posti, una pista di pattinaggio e un anello esterno per il pattinaggio di velocità sul ghiaccio.

Short track

Lo short track (pista corta) è una forma di pattinaggio su ghiaccio, in cui un certo numero di atleti (da 3 a 9 secondo il tipo di gara) pattinano contemporaneamente su una pista che misura 111,12 m.

Lo short track si sviluppa negli Stati Uniti e in Canada dove già ai primi del ‘900 le gare di pattinaggio di velocità prevedevano partenze di gruppo. Inoltre, in assenza di piste lunghe da 400 m., si sfruttavano ovali al coperto e necessariamente più corti.

Sulla scorta della popolarità di questo nuovo sistema, nel 1932 alle Olimpiadi invernali di Lake Placid negli USA, i pattinatori eseguirono una “partenza in massa” per le gare di pattinaggio di velocità, con il consenso dell’ISU (Unione Internazionale di Pattinaggio).

Nel 1967 lo short track diviene sport ufficiale. E, dopo essere stato incluso tra gli sport dimostrativi, come il curling e il freestyle, ai Giochi di Calgary del 1988, entra quattro anni dopo a tutti gli effetti nel programma olimpico di Alberville.

Per quanto riguarda i tipi di gare, sia uomini sia donne gareggiano nei 500m, 1.000m e 1.500m. Nelle gare rientra anche la staffetta: 5.000m per gli uomini e 3.000m per le donne. Per ciascun tipo di gara, una serie di batterie a eliminazione determina gli atleti per la finale.

La spettacolarità di questo sport deriva molto dalla posizione inclinata del corpo che gli atleti assumono, costretti a pattinare per la maggior parte della gara in curva a causa della lunghezza ridotta dell’ovale.

Sono, inoltre, assai frequenti cadute e scontri tra i pattinatori. Proprio per questo, e pareti dell’ovale sono provviste di apposite imbottiture di protezione.

Per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, tutte le gare di short track e del pattinaggio di figura si svolgeranno al Mediolanum Forum di Assago, nel complesso Milanofiori. Si tratta di una tra le più importanti strutture multifunzionali d’Europa.

Salto con gli sci

Il salto con gli sci è uno sport in cui gli atleti scendono lungo una rampa e saltano dal trampolino facendo in modo di atterrare il più lontano possibile.

Il salto con gli sci trova le sue origini in Norvegia, così come molti altri sport invernali. Già dai primi Giochi di Chamonix nel 1924, questo sport entra di diritto nel programma olimpico. Per la prima gara di salto con gli sci al femminile, si deve, invece, attendere i XXII Giochi Olimpici invernali di Soci nel 2014.

Si tratta di uno sport molto difficile e per il quale gli atleti è bene che abbiano dalla loro parte: forza fisica, doti di equilibrio e coordinazione.

Il salto prevede quattro fasi fondamentali:

  1. lo slancio, in cui si scende la rampa con l’obiettivo di prendere la massima velocità;
  2. lo stacco, ossia quando si lascia la rampa e si posiziona per la fase di volo;
  3. il volo, il momento in cui si posizionano gli sci disegnando una V e si inclina il busto in avanti;
  4. l’atterraggio in telemark, in cui si attutisce l’impatto con il piegamento delle gambe.

Il punto di atterraggio è indicato da una linea. Gli atleti che arrivano esattamente su questo punto critico ottengono 60 punti. Ogni metro indietro o in avanti prevede la sottrazione o l’aggiunta di punti. I giudici hanno, inoltre, da 0 a 20 punti da attribuire in base allo stile del volo e al corretto telemark all’atterraggio.

Per quanto riguarda i tipi di gara, il salto con gli sci ne prevede cinque:

  1. Individuale maschile da trampolino normale
  2. Individuale femminile da trampolino normale
  3. Individuale maschile da trampolino lungo
  4. Squadre miste da trampolino normale
  5. Squadre maschili da trampolino lungo

Alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, le competizioni di salto con gli sci si disputeranno, come per le gare di combinata nordica, allo Stadio Ski Jumping Giuseppe Dal Ben a Predazzo (TN).

Sci alpino

Lo sci alpino è una disciplina sportiva che si pratica lungo percorsi innevati, liberi o tracciati.

Nel 1936 lo sci alpino maschile e femminile entra nel programma Olimpico di Garmisch-Partenkirchen. Un’unica gara che comprendeva una combinata di discesa libera e slalom.

Nel corso degli anni, sono poi entrate nel programma dei giochi olimpici invernali i seguenti sei tipi di gara, sia maschili sia femminili, dello sci alpino:

  1. Discesa libera
  2. Slalom super gigante, detto anche Super-G
  3. Slalom speciale
  4. Slalom gigante
  5. Combinata alpina
  6. Slalom parallelo misto a squadre

La discesa libera e il super gigante sono le cosiddette discipline veloci dello sci alpino. I tracciati lunghi e le distanze elevate tra le porte (35-50 metri) permettoo, infatti, di raggiungere altissime velocità. Rispetto alla discesa libera, il super-G prevede curve più angolate e tecniche. Entrambe queste discipline dello sci alpino si disputano in un’unica manche. Vince l’atleta che ottiene il miglior tempo senza aver tralasciato alcuna porta.

Rientrano nelle discipline tecniche dello sci alpino lo slalom speciale e lo slalom gigante. Lo speciale ha il percorso più breve e un maggior numero di curve. Per entrambe le gare si discputano due manche, sullo stesso pendio ma con diverso tracciato. Chi termina la prima manche può partecipare alla successiva. Vince chi totalizza il minor tempo dato dalla somma dei risultati delle due manche.

Infine, le discipline miste dello sci alpino sono la combinata alpina e lo slalom parallelo misto a squadre. La prima prevede una discesa libera e uno slalom speciale. La classifica finale è data dalla somma dei tempi delle due gare. Lo slalom parallelo misto a squadre è una competizione mista, due uomini e due donne per ciascuna squadra, in cui si sfidano in un gigante parallelo. Vince la squadra che riporta tre vittorie su quattro.

Per le Olimpiadi 2026, le gare di sci alpino si svolgeranno all’Olympia delle Tofane di Cortina d’Ampezzo. Inoltre, la spettacolare pista Stelvio di Bormio ospiterà le competizioni di sci alpino maschile e la prima gara in programma per l’8 febbraio è la discesa libera.

Sci di fondo

Lo sci di fondo è una disciplina che rientra nel gruppo di sport dello sci nordico. Si pratica su percorsi piani e di lunghe distanze con l’utilizzo di sci e bastoncini.

Le origini dello sci di fondo appartengono ai popoli del Nord Europa. Nacque dalla necessità, durante i lunghi inverni, di spostarsi per cacciare e raccogliere la legna, e di mantenere i contatti tra i villaggi isolati. Gli uomini indossavano delle rudimentali “racchette da neve” per scivolare sulla neve e muoversi così più velocemente e con minor sforzo.

La prima gara ufficiale di sci di fondo si svolse nel 1843 in Norvegia. Entrerà nel programma olimpico sin dalla sua prima edizione di Chamonix nel 1924, proponendo solo gare maschili. I giochi olimpici di Oslo del 1952 inclusero anche le gare femminili.

Nello sci di fondo esistono due diverse tecniche: quella classica e quella libera. Per quanto riguarda la tecnica classica, i movimenti richiamano la camminata, con la posizione degli sci paralleli lungo un percorso a due binari. La tecnica libera, detta anche pattinata, prevede un movimento molto simile al pattinaggio sul ghiaccio. La disposizione degli sci è a V e ci si dà la spinta grazie ai bastoncini.

Alle Olimpiadi 2026, i tipi di gara dello sci di fondo sono sei per le competizioni femminili e altrettante per quelle maschili.

  1. sprint individuale
  2. sprint a squadre
  3. partenza individuale (10 km per le donne, 15 km per gli uomini)
  4. inseguimento (15 km per le donne, 30 km per gli uomini)
  5. partenza di massa (30 km per le donne, 50 km per gli uomini)
  6. staffetta (4x5km per le donne, 4x10km per gli uomini).

Il sito ospite delle gare di sci di fondo per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 è lo Stadio del Fondo Lago di Tesero, in Val di Fiemme. La struttura è dotata di un impianto all’avanguardia che garantisce piste perfette.

Sci alpinismo

Lo sci alpinismo debutterà come disciplina Olimpica proprio a Milano-Cortina 2026.

SI tratta di uno sport praticato su percorsi di neve fresca fuoripista, cioè senza l’utilizzo di impianti o piste attrezzate. Ci si muove sia in discesa sia nelle risalite utilizzando gli sci, sotto le cui solette sono posizionate delle pelli sintetiche per consentire la presa sulla neve fresca nella fase di spinta in avanti.

Risale al 1933 la prima edizione di sci alpinismo come disciplina agonistica.

Lo sci alpinismo deriva dall’unione di due sport di montagna: lo sci e l’alpinismo. A questi si aggiunge anche il puro spirito dell’escursionismo che risponde al forte desiderio di avventura e di scoperta della natura.

Durante la salita della montagna, generalmente l’atleta procede a piedi o sugli sci, mentre in discesa indossa gli sci. Sui tratti particolarmente pericolosi, l’atleta avanza utilizzando ramponi, piccozza e corde.

Lo sci alpinismo richiede una buona preparazione atletica. La salita è faticosa e la discesa presenta dei rischi, tra cui quello di essere travolti dalla valanga. Per questo è considerato uno sport estremo.

Come detto nell’incipit, nel 2026 lo sci alpinismo diventerà a tutti gli effetti una disciplina Olimpica e le gare ammesse sono le seguenti:

  1. Sprint maschile e femminile
  2. Individuale maschile e femminile
  3. Staffetta mista

Per la classifica si tiene conto del tempo effettivamente sfruttato dai concorrenti per completare il percorso.

Nelle gare a squadre, gli atleti procedono insieme e il tempo valido è quello ottenuto dall’ultimo membro della squadra che supera la linea del traguardo.

Le gare di sci alpinismo si svolgeranno a Bormio, in Valtellina. Questo sport rientra nella tradizione del territorio alpino italiano. La nazionale di sci alpinismo conta, infatti, moltissimi tesserati ed è tra le più forti al mondo.

Skeleton

Lo skeleton è una disciplina sportiva individuale, in cui l’atleta parte spingendo a piedi la slitta per poi tuffarsi in corsa e mantenere una posizione prona, con la testa in avanti. La pista ghiacciata è la stessa che si utilizza per le competizioni di bob.

Il nome di questo sport deriva dall’inglese e significa “scheletro” per richiamare la semplice struttura della slitta, ossia un telaio metallico munito di pattini arrotondati.

Lo skeleton nasce nel 1885 in Svizzera, precisamente a Saint Moritz sulla famosa pista naturale del Cresta Run, lunga 1214 metri. Fu l’inglese McCormack a usare per primo la tecnica della “testa in avanti” per una maggiore aerodinamicità durante la discesa.

La disciplina dello skeleton fu introdotta per la prima volta nei giochi olimpici invernali del 1928, e successivamente in quelli del 1948, sempre a Saint Moritz. Considerata l’elevata pericolosità delle piste, la disciplina fu sospesa per essere di nuovo ammessa nel 2002, sia per le gare maschili sia per quelle femminili, alle Olimpiadi di Salt Lake City.

Le gare di skeleton maschile e femminile prevedono più manche. Nella prima, il sorteggio stabilisce l’ordine di partenza. La classifica finale è determinata dalla somma dei tempi delle manche. Si assegnerà la vittoria all’atleta che è riuscito a totalizzare il minor tempo totale.

Dopo la fase di spinta, come per il bob, l’atleta si lancia sulla pista a bordo del suo slittino per affrontare un giro alla sua massima velocità. Lo slittino è particolarmente impegnativo per la serie di curve che si alternano ai rettilinei. La velocità che si può raggiungere è di 130 – 140 km orari.

Alle Olimpiadi 2026, le gare di skeleton si svolgeranno al Cortina Sliding Center, il famoso impianto intitolato a Eugenio Monti, sulle cui piste si correranno anche le gare di bob e di slittino.

Slittino

Lo slittino è uno sport invernale in cui gli atleti scivolano, in posizione supina su una slitta, lungo tracciati di ghiaccio con rettilinei, curve sinuose, paraboliche e anche a kreisel (dal tedesco, chiocciola). Il mezzo può raggiungere velocità elevate fino a 140 km/h.

Lo slittino nasce in Svizzera nel 16° secolo. La prima competizione internazionale si gareggia nel 1883, lungo una strada ghiacciata di quattro chilometri tra Davos e Klosters.

Lo slittino viene inserito nel programma nel 1954 dal Comitato Olimpico e fa il suo esordio ai Giochi di Innsbruck nel 1964, proponendo tre eventi: singolo maschile, femminile e doppio. Il programma non subisce modifiche sino al 2014, quando ai Giochi di Sochi viene inclusa anche la gara di slittino staffetta a squadre.

La gara di slittino singolo prevede la suddivisione tra competizioni maschili e femminili. Ai Giochi olimpici si prevedono quattro discese e la vittoria per il minor tempo derivante dalla somma dei tempi delle varie manche. Per le gare femminili, il tracciato è più corto ma non inferiore agli 800 metri, per gli uomini non deve essere inferiore ai 1000 metri.

La gara di slittino doppio consente un equipaggio misto. La somma dei tempi delle due manche determina la vittoria degli atleti che hanno ottenuto il miglior tempo.

Infine, la gara di slittino staffetta mista suddivisa in tre fasi. Alle due gare di slittino singolo femminile e maschile succede la gara a due maschile. Gli atleti si passano il testimone toccando con la mano un apposito disco. Sommando i tre tempi parziali, vince la squadra che ha ottenuto il miglior tempo totale.

Alle Olimpiadi 2026, le gare di slittino si svolgeranno al Cortina Sliding Center. Sulle stesse piste si correranno anche le gare di bob e di skeleton.

Snowboard

Lo snowboard è la disciplina invernale più giovane e più spettacolare. Lo snowboarder, in equilibrio su una tavola detta “snowboard”, scivola lungo pendii innevati e compie evoluzioni acrobatiche.

Lo snowboard nasce in California, negli anni Sessanta. Alcuni surfisti decidono di scendere da un pendio innevato a bordo di una tavola da surf. Nello snowboard si ritrovano, quindi, chiari elementi di surf, ma anche di skateboard e sci.

Lo snowboard debutta nel 1998 ai Giochi Olimpici di Nagano con le gare maschili e femminili di slalom gigante e halfpipe.

Le specialità dello snowboard sono divise in soft e hard, secondo il tipo di attrezzatura che si adopera per praticarle. Scarponi deformabili e snowboard flessibili/bidirezionali per lo stile soft; attrezzatura rigida per lo stile hard, tipico dello slalom.

Le specialità, maschili e femminili, dello snowboard sono complessivamente undici:

1. Big Air: gli atleti eseguono salti lunghi e una serie di acrobazie aeree da una piattaforma inclinata.
2. Halfpipe: mentre scivolano lungo un pendio a forma di un semi-cilindro, gli atleti eseguono una serie di evoluzioni.
3. Slalom gigante parallelo: due snowboarder scendono insieme, uno di fianco all’altro, lungo due tracciati paralleli. Dopo le qualificazioni, i migliori tempi passano al turno a eliminazione diretta fino alla finale.
4. Snowboard cross: dopo le qualificazioni a tempo, gli atleti scendono contemporaneamente su una pista che presenta salti, dossi e curve.
5. Slopestyle: gli atleti si esibiscono lungo un percorso a ostacoli. La giuria li valuta per le acrobazie proposte, l’ampiezza e la loro originalità.
6. Cross a squadre miste: questa specialità ha debuttato ai Giochi di Pechino 2022. Ogni squadra è composta da due snowboarder, una donna e un uomo. Partono prima gli uomini e successivamente le donne scaglionate. Vince chi arriva per prima al traguardo.

Per le Olimpiadi 2026, come per il freestyle, anche le gare di snowboard si svolgeranno nel comprensorio sciistico di Livigno, nell’Alta Valtellina (MI).

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Roberta Carluccio
Sono una social media manager freelance. Mi intriga la strategia di comunicazione sulle piattaforme digitali. E la creazione di contenuti per aiutare aziende e organizzazioni a intercettare il loro target e aumentare la loro brand awareness. Credo nel lavoro di squadra, in cui lo scambio di idee genera entusiasmo e collaborare significa crescere insieme. Mi piace viaggiare con la mia famiglia, scoprire luoghi e riscoprirsi. La scrittura mi accompagna per trattenere le immagini e i ricordi. Ho fiducia nel cambiamento che considero un tratto di vita in cui imparare a crescere, e a ristabilire il contatto con sé stessi.

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